Giochiamo la moda e la vita

Come i paesi vecchi che sono pietre e storie, così uomini e donne che non sanno che fare, si mostrano a pezzi, pensando che nessuno si innamori più.

È facile pensare di sbagliare quando di fronte hai tessuti diversi, quando l’aria è così rarefatta che niente è palpabile.

L’amore è il cuscino di seta che vorresti, è la vita che sogni mentre dormi e sgualcisci i pensieri.

Così incontriamo gente nuova e ci chiediamo cosa ci facciamo noi, diversi, cosa ci facciamo insieme.

Capita di essere belli, come pelle e organza, jeans e seta, come tutto quello che non ti aspetti e invece è vero.

La vita può sorprendere quando non chiedevi più niente, quando arriva un figlio o un lavoro o il tempo degli esami per cui non eri pronto da sempre.

Il tempo non ha tempo, è una giacca a settembre, che metti anche se non piove.

Il tempo è allenamento.

Non ci accorgiamo di niente, ma tutti i giorni scegliamo cosa essere, cosa postare, cosa mangiare, cosa giudicare e perdonare, come sputtanare questo tempo e i perditempo che il tempo nostro hanno bruciato e c’hanno amato.

Ci prepariamo al peggio.

E, quando arriva il meglio, sarà già cambiato tutto dallo stesso tempo e noi – stupiti – lo chiameremo inizio.

Succede così.

All’improvviso, come un uomo innamorato.


All’improvviso, come pioggia in mezzo al sole.


All’improvviso, come mano tesa al mendicante.


All’improvviso, come un gemito.


All’imprivviso, come una buona idea.


All’improvviso, come la vita che cambia.

E noi cambiamo insieme a lei, continuando a scegliere, fedeli al cambiamento, un po’ meno a noi.

Qualcuno si riconosce in un’ideologia, nella controideologia, nella moda che rende tutti uguali o nello stile che preserva il tempo e ci salvaguarda dal senso di nullità.

Oggi è più facile vedere due donne baciarsi senza veli.

Eppure c’è chi porta il velo e non può sposare il sogno di una vita vera, mischiarsi con i panni degli altri, senza sembrare strana o oscena.

Il femminismo è una tendenza disposizionale verso il mondo, è il latte che fa bene, laddove tutti mangiano uguale perché hanno sempre fatto così.

Il femminismo è l’inclusione che contempla differenze.

Penso ad Halima Aden, prima modella somala a sfilare con l’hijab, il copricapo delle donne musulmane.

La prima a posare per Sport Illustrated con un burkini.

La prima, insomma, a “giocare la vita”, a colorarla, ad integrarla.

La chiave del successo sta nella pelle e nella sua elasticità, che è durezza che si flette, senza aver paura che la vita la spezzi.

Quante volte mi hanno fatto a pezzi, tante volte mi sono inventata.

Mi sono trovata confusa e scambiata e ti ho lasciato entrare insieme ai tuoi dischi e alle parole che non conoscevo.

Pensavo fossero cose desuete, ma, se guardo la vita adesso, ha un bell’aspetto.

È difficile addomesticare il dolore, forse è più facile esprimere tutto quanto e fare in modo che funzioni.

Così, abbiamo una casa.

Dobbiamo solo arredarla dei nostri libri e della nostre storie.

Tutto quello che vedi non è disordine, è solo il passato che si è mischiato al nuovo.

Potrei essere più felice di adesso?

Ora che non cerco perfezione, ma l’espressione.

Ecco.

Dimmi anche tu tutto quanto.

Dimmi che hai amato tanto e che mi ami così.

Non sono gelosa di una persona che ha dato tanto: giochiamo insieme la vita, scriviamo sui muri l’amore e poi pareti bianche e più luce per noi.

Aurora Ariano

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