Icona contemporanea

Rubrica – Non sono Penelope (ma neanche poi così male)

Il futuro che cambia in uno sguardo, io fragile nascosta dietro l’orgoglio.

È più nobile stare male che ostentare finta indifferenza.

La gente ride di tutto, la gente piange per tutto.

Nessuno dice e tutti sanno che il non detto resta quella fragilità.

Mi vesto di incoscienza e ti dico che so ancora sorprendermi.

Sparami se dovessi vivere senza senso la mia vita e dimmi, dimmi ancora che esiste meraviglia.

Dimmi che non è scontato come lasciarsi, che senza i tacchi sono la tua piccola, che i miei anni sembrano tanti quando mi giro di spalle solo per proteggerci.

Noi non ce ne andremo.

Il mondo mi ha insegnato che la meraviglia è un colore acceso, un’allegria che sembra futile, ma fa bene.

Come andare ad una festa, passeggiare una sera al fresco, abbracciare il cane o leggere sapendo che è estate e il tempo non finirà.

La rarità, la meraviglia che è tale perché è diversa, questa è l’icona contemporanea.

Lo stile che riconosci nelle giornate e nei vestiti a cui non rinunci, neanche se ormai non sei più la stessa.

Sei tu, quella che si riconosce, quella che non smette di sorprendersi quando si piace allo specchio.

Quella che gli altri guardano con meraviglia e non sanno che l’orgoglio è solo la tua fragilità.

Invece abbassi gli occhi, non c’è difesa di fronte alla bellezza di un passante che si gira a guardarti e non dice nulla.

Ultimamente la felicità assomiglia a un fenicottero rosa, a una visione, a qualcosa di evidente in mezzo al resto, qualcosa che è assolutamente aggraziato.
Lo stile non è volgare.
Lo stile è il mio colore, dettaglio, che si abbina al mondo.

E pensare che il rosa non mi è mai piaciuto, ora scopro che mi dona.

È un colore androgino, il rosa, sebbene tutti lo associno al sesso femminile.

Gli uomini sfarzosi, fino alla metà del ventesimo secolo, indossavano capi rosa e oggi il colore è diventato di grande tendenza in fatto di abbigliamento e di interior design.

Siamo nel Pink Millenial e il rosa è l’icona contemporanea : meraviglia e calma per gli occhi.

Il mondo cerca bellezza da catturare con gli occhi e con ogni senso, forse per sopravvivere agli orrori e alle oscenità.

Foto in bianco e nero, io e te, ci siamo bevuti gli occhi e il vino assetati della stessa bellezza rosa, felicità, che non bastava mai.

Era lì, lontana, fenicottero sullo sfondo di un orizzonte di vita in equilibrio come noi.

Invitami ancora a cena, sorprendimi.

Voglio vestirmi di una fragilità di tulle, di imbarazzo, di sentimenti forti.

L’orgoglio non ha mai salvato l’amore, ma l’amore ha sempre salvato la vita.

Guarda il rosa con me.

È già il tramonto e noi non siamo ancora passati.

Restiamo seduti a terra alle scale, nel locale nostro dove le sedie e i calici sono vuoti, ma noi non più.

La gonna larga di tulle è leggera, come questo momento, come questo abbraccio, come questo tramonto rosa.

Meravigliosa la vita in rosa.

La sua scia.

La seguiró.

Aurora Ariano

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