Volevo solo vedere il mare

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Rubrica – Non sono Penelope (ma neanche poi così male)

 

Sono stata al mare, nonostante il freddo, nonostante la macchina continuasse a ricordarmi della pericolosità del ghiaccio.

Volevo vederlo.

Ho percorso la strada di sempre, girandomi di tanto in tanto a salutare con lo sguardo la familiarità che neanche il buio aveva sbiadito.

Le insegne dei locali – nomi in inglese che del mare parlavano con l’ammirazione di un uomo innamorato -erano un inno  alla speranza.

Luci accese nel buio, fari in mezzo al mare.

La gente vuole amare tutto l’anno, godersi il mare anche quando non ha più niente da offrire, perché l’amore è  comunicazione, talvolta agitazione.

All’ultima curva il mare mi si è palesato con impeto violento, quante lacrime e  quanta rabbia in quelle onde, forse ha creduto che non lo avrei cercato più.

Forse non sa che cosa significhi per me l’appartenenza.

Ho fermato l’auto e gli sono corsa incontro.

Non c’è stato bisogno di dire nulla, ho ricambiato gli occhi e ho sostenuto la severità di un’assenza rimproverata.

“Non mi guardare con malinconia”, questa è appocundria.

Appocundria, appocundria ‘e nisciuno.

Che cos’ è questa mescolanza, nelle andate e nei ritorni delle onde ho lasciato le mie ossa galleggiare fino alla battigia e la pesantezza affondare negli abissi di un tempo che non è più tornato.

Qualcuno mi cerchi l’ amore, che dell’ossessione non ho più comprensione.

Io e il mare ci portiamo dentro, nell’eco di memorie chiuse dentro una conchiglia.

La lascio sulla spiaggia,  qualcuno raccoglierà il richiamo di un pensiero che non mi appartiene più.

Mare che ti ho amato, ma adesso sei mio amico, così io ti saluto, senza esalare l’ultimo respiro.

Ho tanta aria ancora nei polmoni, respiro la tua brezza , in un grido d’amore.

Questo il mio pensiero mentre ti ho guardato ancora una volta, poi le spalle controvento a spingermi lontano dalla tua prepotenza.

A due passi il solito bar, lui mi aspettava e mi guardava avanzare dall’altro lato del plexiglass, fra di noi la stessa trasparenza.

Seduta di fianco all’amore vero , mi sono mischiata al suo respiro, nel sapore dolce di un bacio che non mi ricordava il mare, tanto più grande era la sua profondità.

Eppure questo amore è nato in queste strade, ma il mare era diverso, illuminato dal riverbero del sole che sorgeva e io che non mi coprivo gli occhi, volevo solo vedere il mare.

Ancora un altro bacio.

Anche il corpo ha bisogno d’amare.

 

 

Aurora Ariano

 

6 risposte a "Volevo solo vedere il mare"

  1. Molto bello, questo scorcio di dolcezza e romanticismo. Il mare, mi ha sempre lasciato un sapore dolce in realtà, sempre romantico anche quando è impetuoso.

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